A PROCESSO, PER AVER DIFESO LA SCUOLA SARDA

Il processo contro di me è già iniziato la settimana scorsa. Nessuno mi ha avvertito. Il mio avvocato prematuramente scomparso non ha potuto farlo. Sono stato affidato alla bontà di un avvocato d'ufficio che passava lì per caso, con il processo in corso.

E' riuscito a strappare un rinvio al 7 aprile prossimo. E di questo lo ringrazio.

Sarei stato, altrimenti, condannato in contumacia, senza mai aver saputo niente dell'ennesimo processo nei miei confronti.

L'accusa che mi viene rivolta, e per la quale rischio l'ennesima condanna, è di aver organizzato manifestazioni di protesta a favore dei docenti sardi che rischiavano la deportazione fuori Sardegna prevista dalla cosiddetta Buona Scuola del 2015!

Per chi mi ha denunciato esisteva un unico imputato, il sottoscritto.

Stiamo parlando del 11, 12 e 13 agosto di quasi 5 anni fa!

Sì, agosto! Sotto i 40 gradi di Cagliari!

Mentre tutti se ne stavano beatamente al mare c'era chi passava ore e ore sotto il sole in viale Trento in attesa che la regione si degnasse di una risposta per quelle migliaia di famiglie sarde che rischiavano di essere frantumate per la deportazione dei docenti isolani nel nord Italia.

Qualche solerte funzionario di Stato venuto chissà da dove ha visto bene, forse disturbato nella tintarella estiva, di denunciare il sottoscritto per non aver informato la questura tre giorni prima degli eventi.

Non sono incazzato, indignato sì.

Bastava capire la posta in gioco, distinguere i ruoli, i contesti, conoscere i tempi, bastava approfondire, chiedere!

E invece: denuncia e processo.

Bastava accertarsi delle convocazioni in regione, bastava verificare gli atti di sindacato ispettivo alla Camera dei Deputati, bastava seguire le sequenze dei fatti.

Con tutti i delinquenti che ci sono in giro, si fa un processo al sottoscritto per aver difeso gli insegnanti sardi e per averli sostenuti anche alla vigilia di ferragosto contro la distruzione delle loro famiglie!!!

Non aggiungo altro!

Mi difenderò, come è giusto che sia! Molto spesso, del resto, mi è stato negato anche questo diritto.

Chiederò di essere interrogato, di poter raccontare i dettagli di quelle giornate e spiegare cosa deve fare un parlamentare dinanzi al dramma di migliaia di famiglie della propria terra!

Anzichè perseguire quelli che se ne fottono, perseguono me!

Il 7 aprile ci sarò, grazie ad un avvocato d'ufficio che ha avuto la cortesia di avvisarmi di quanto stava accadendo.

Ci sarò, fiero di esser stato affianco dei docenti sardi anche alla vigilia di ferragosto. Orgoglioso di aver difeso un diritto della scuola sarda.

A schiena dritta e testa alta, nonostante tutto!