500 IN VOLO VERSO CAGLIARI, LA FOLLIA NON SI FERMA

Come se niente fosse. Sei aerei, tutti in partenza dalla zona rossa della Lombardia e dalle altre province interdette del Nord Italia, sono partiti e partiranno nella sola giornata di oggi verso l’aeroporto di Cagliari.

Tutto come se niente fosse.

Ho spiegato che il problema non è chiudere l'aeroporto di Cagliari, Alghero e Olbia. Il problema è quello di non far partire nessuno dalle zone rosse, ne in aereo, ne in nave.

Che senso ha bloccare i movimenti dalla regione Lombardia e dalle altre province sottoposte a restrizioni se, poi, dagli aeroporti di quelle aree, dentro le zone rosse, decollano decine di aerei direttamente destinati alla Sardegna?

Tutto questo si doveva e si poteva bloccare già 15 giorni fa quando l’escalation dei contagi lasciava prevedere una drammatica evoluzione della situazione.

La Regione Sardegna è stata a guardare.

Non ha assunto la benché minima iniziativa e, anzi, ha consentito che dagli aeroporti del Nord Italia si potesse arrivare in Sardegna senza il benchè nemmeno controllo termico, certamente insufficiente, ma pur sempre preventivo.

Ho dovuto denunciare quello che accadeva all'aeroporto di Cagliari in maniera forte e chiara: i passeggeri in arrivo dalle zone rosse non venivano in alcun modo sottoposti né al test termico tantomeno ad un indispensabile screening personale in grado di capire le ragioni della propria presenza in Sardegna e soprattutto i movimenti previsti.

Bisognava e bisogna chiudere gli aeroporti delle zone rosse e impedire che migliaia di auto raggiungano il porto di Genova e di Livorno e si imbarchino impunemente per la Sardegna.

Per essere più chiari: bisogna impedire la partenza dei soggetti provenienti dalle zone rosse.

Bisogna una volta tanto controllare agli imbarchi le carte d’identità e vietare l’imbarco a coloro che provengono dalle zone rosse.

Lo dico da settimane ad una giunta regionale sorda e inetta che si ricorda, in termini propagandistici e superficiali, il blocco dei porti solo dopo che la Sardegna è stata invasa.

Stanno giocando con una misera propaganda, appresa dai padroni padani, senza aver mai adottato un provvedimento autonomo di tutela e di salvaguardia dei porti e aeroporti della Sardegna.

Non è un caso che da stamattina alle 7:30 sia iniziato uno scandaloso via vai di aerei all’aeroporto di Cagliari.

Il primo ad atterrare con un anticipo di 10 minuti sullo slot è stato il volo proveniente da Venezia (zona rossa) effettuato da easyJet.

A seguire, alle 8:52 sempre di easyJet il volo proveniente da Milano Malpensa, (zona rossa) e alle 9:37, sempre in anticipo di 23 minuti l’atterraggio da Bergamo (zona rossa) del volo di Ryanair che si è aggiudicata anche il successivo atterraggio alle 13:15 del volo proveniente da Treviso (zona rossa).

Tra poco atterrerà il volo Alitalia proveniente da Milano Linate (zona rossa) mentre alle 23 arriverà il volo Ryanair proveniente da Bergamo (zona rossa).

Ipotizzando aerei con la metà del riempimento, altrimenti sarebbero più di mille, siamo nell’ordine di non meno di 500 persone provenienti dalla zona rossa che sono giunte anche oggi in Sardegna.

È semplicemente una follia.

Sarà impossibile monitorare tutte queste persone rendendo di fatto la Sardegna una terra di conquista del virus.

È una responsabilità grave sia delle compagnie aeree, che dello Stato e soprattutto della regione che continua ad elargire perle di assoluto ritardo in ogni suo atto.

Basta pensare al fatto che ieri con l'ordinanza di quarantena per coloro che sbarcavano in Sardegna è stata approvata fuori tempo massimo quando i primi voli della mattina e del pomeriggio erano già liberamente atterrati in Sardegna.

Quando si arriva in ritardo di 12 ore su una partita così delicata significa essere inadeguati al compito a cui si è preposti.

Le località di mare e le seconde case, secondo gli stessi primi cittadini, brulicano di turisti in fuga dalle zone rosse del Nord Italia.

Questo fenomeno, oltreché prevedibile, poteva essere tranquillamente arginato con un minimo di raccordo istituzionale con il governo, posto che la questione non è stata mai sollevata con atti formali e sostanziali da parte della regione sarda.

Rimediare a questa disfatta da parte di questa giunta regionale non sarà partita semplice.

È evidente che vanno create squadre territoriali e locali multiforze, in grado di accertare e monitorare la presenza di soggetti giunti in Sardegna dalle zone rosse.

Senza essere censiti o, peggio ancora, sfuggendo ai controlli stessi la situazione sfuggirà totalmente di mano.

Mi permetto ancora una volta di elevare un forte grido di allarme con l’unico intento di svegliare coloro che ancora dormono nelle istituzioni sarde.

Siamo sempre più in ritardo ma questo non ci deve far finire tra le braccia di una rassegnazione inaccettabile e improponibile.

La Sardegna devono reagire e non soccombere.

Non si può accettare, senza nulla fare, la negligenza di chi avrebbe dovuto e non ha fatto.

Occorre reagire con razionalità e buon senso, con santa pazienza e intelligenza, anche perchè se non si perseguono rimedi al disastro compiuto la situazione sarà destinata, purtroppo, a diventare esplosiva!

Meglio intervenire senza perdere altro preziosissimo tempo.