PILI: 469 GIORNI PER UNA MAMMOGRAFIA, ECCO LA REALTA’ DELLA LOTTA AI TUMORI

LA PROPAGANDA DELLA REGIONE SI SCONTRA CON I DATI REALI DELLE LISTE D’ATTESA

IN TESTA ALLA LISTA NERA I PRINCIPALI PRESIDI DELLA SARDEGNA

PRONTI AD AZIONI LEGALI PER LESIONE AI DIRITTI FONDAMENTALI ALLA SALUTE

“469 giorni per una mammografia bilaterale, ne occorrono tanti all’ospedale San Francesco di Nuoro, ma non va decisamente meglio al Brotzu di Cagliari con 444 giorni, sotto i 400 giorni anche se di poco il Sirai di Carbonia con 389 giorni e segue a ruota con 266 giorni il presidio dedicato della Asl di Sassari ex Conti. C'è, dunque, la propaganda a buon mercato di queste ore dell’assessore regionale alla sanità e poi c'è la realtà, drammatica, dei fatti. Questo è il quadro reale dei principali nosocomi sardi di uno dei principali esami di prevenzione tumorale e non solo. Una situazione da terzo mondo che viene ignorata e silenziata da una regione che continua a millantare efficienza nonostante i dati siano senza appello. E’ semplicemente da irresponsabile tacere su questi fatti e dare credito alle propagandistiche veline dell’assessore regionale che millanta piani di prevenzione per la lotta al cancro con una realtà dei fatti devastante. La realtà è tutt'altra: questi dati non sono da paese civile, non sono da regione che si dichiara al passo con i tempi. Se questi sono i dati, e basta prenderli dai siti ufficiali delle asl che sono obbligate a pubblicarli, è evidente che si tratta di una Regione che non riesce nemmeno a programmare, pianificare ed intervenire sulle emergenze sanitarie primarie del Popolo Sardo. Quando non si riesce a mettere in campo un'azione in grado di prevenire sul territorio, quando si arriva a prevedere un’attesa di 469 giorni per una mammografia è evidente che si è allo sfascio più totale. Siamo dinanzi a mere azioni di propaganda che niente hanno a che fare con la salute pubblica. Dinanzi all'incedere di questi dati ogni millanteria sulla salute dei cittadini frana e continua a mettere a repentaglio le professionalità degli ospedali sardi costretti ad operare in perenne regime emergenziale e mai in condizioni operative efficienti”. Lo ha denunciato stamane il leader di Unidos Mauro Pili divulgando i dati ufficiali sulle liste d’attesa sulla mammografia nei principali nosocomi dell’isola.
“E’ semplicemente fantasioso – sostiene Pili - descrivere il settore sanitario sardo efficiente quando nei principali presidi ospedalieri della Sardegna si registrano liste d'attese che superano abbondantemente l'anno. Stiamo parlando di un presidio ospedaliero come il San Francesco di Nuoro che prevede 469 giorni d'attesa per una mammografia, il Brotzu di Cagliari 444, quello di Carbonia 348, quello di Sassari 266, quello di Lanusei 232, a Tempio 151, ad Oristano 137, e appena poco sotto i cento giorni d'attesa Alghero con 99 giorni e poi Ozieri con 86 giorni. Tutto questo nel 2018, in una regione che spende un fiume di denaro, utile evidentemente solo a foraggiare politica e affari ma che non affronta le questioni essenziali della salute pubblica”. “Basta sentire e leggere le denunce quotidiane di chi dinanzi al muro pubblico è costretto a rivolgersi alle strutture private con un vaso comunicante molto spesso imbarazzante e incredibile. Tutto ovviamente in silenzio, per non disturbare chi tira i fili di questo sfascio che produce disservizi e nel contempo genera un fiume di denaro verso lidi ben conosciuti ma da tenere nascosti. Se non ci saranno risposte immediate a questa vera e propria emergenza sanitaria – conclude Pili - avvieremo azioni non solo politiche ma anche giudiziarie per lesione dei diritti fondamentali alla salute e alla cura dei cittadini sardi”.